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Paragrafo 1 . I caratteri del feudalesimo.

     
I consistenti miglioramenti dell'economia europea si verificarono, nel
corso  dei  secoli undicesimo e dodicesimo, proprio mentre il  sistema
feudale  assumeva il suo aspetto definitivo e si diffondeva,  pur  con
caratteristiche differenti, dovunque.
     Che cos' stato in realt il feudalesimo?
     Da  quando il termine fu introdotto, nella Francia rivoluzionaria
del  diciottesimo secolo, se n' fatto un largo uso storiografico  per
indicare in generale sistemi politici ed economici basati sul  dominio
della  grande  propriet terriera e sullo sfruttamento dei  contadini.
Karl Marx (1818-1883), che ha fatto dei diversi rapporti fra le classi
sociali  una  vera  e  propria  chiave di  lettura  dell'intero  corso
storico,  chiam  "feudalesimo" il lungo periodo  compreso  fra  l'et
antica, in cui i rapporti di produzione erano basati sullo schiavismo,
e  quella  moderna,  caratterizzata  dal  predominio  del  capitalismo
borghese.  Il significato del termine si  poi ulteriormente ampliato,
estendendosi quindi nel tempo e nello spazio, fino a comprendere  ogni
societ  premoderna  contraddistinta da una  scarsa  incidenza  di  un
potere centralizzato.
     Storicamente   il   feudalesimo  nasce  all'interno   dell'impero
carolingio  nel corso del nono secolo, per protrarsi fino all'XI;  con
caratteristiche mutate esso sopravviver in gran parte  d'Europa  fino
al   XIIIsecolo.Le  sue  radici  affondano  per  nelle  pi   antiche
consuetudini  del popolo germanico: prima fra queste  la  pratica  del
vassallaggio, secondo la quale i vassi o vassalli ("ragazzi" in lingua
celtica)  giuravano fedelt ad un signore, o ad un  nobile  guerriero,
rendendosi  disponibili  a servirlo sia in  guerra  che  in  pace.  La
monarchia   e   l'aristocrazia  franca  avallarono   questo   sistema,
instaurando  legami di vassallaggio con i guerrieri pi  valorosi  del
regno.  Per  rinsaldare  l'obbligo morale implicito  nel  rapporto  di
dipendenza,  i re e i grandi signori dei regni franchi cominciarono  a
ricompensare  materialmente, con la concessione  di  terre,  i  propri
seguaci;  in  questo modo ne garantivano l'agiatezza e di  conseguenza
l'efficienza  (con l'affermazione della cavalleria  l'acquisto  di  un
equipaggiamento militare era divenuto infatti molto dispendioso). Tale
affidamento di terra, revocabile in caso di manifesta infedelt, detta
fellona,  e  comunque legato alla durata della vita del vassallo,  si
chiam  "beneficio", e poi, dal Mille, cominci ad  essere  denominato
pi  popolarmente come "feudo", da una parola tedesca che  significava
bestiame.   Il  feudo  veniva  pubblicamente  assegnato  durante   una
cerimonia chiamata "investitura". Con l'ascesa della potenza franca  e
la conseguente affermazione dell'impero di Carlo Magno, questo sistema
politico venne esteso a gran parte dell'Europa: parenti,
     
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     amici  e seguaci della dinastia carolingia furono nominati conti,
duchi e marchesi, e preposti all'amministrazione di ciascun territorio
in  cui  era  stato  diviso  il  dominio franco.  Essi  suddivisero  i
territori  di  propria competenza e crearono altri vassalli,  chiamati
"valvassori",  i quali, a loro volta, nominarono i "valvassini".  Cos
un  folto stuolo di potenti guerrieri, legati l'uno all'altro  da  una
ferrea gerarchia, si accinse a governare l'Europa.
     Ma  quando,  nel  corso del nono secolo, la  dinastia  carolingia
decadde,  e i sovrani aspiranti alla guida dell'impero cominciarono  a
combattersi  fra  loro, forti ognuno dei propri  vassalli,  l'autorit
centrale  progressivamente svan. I monarchi, infatti, per  garantirsi
l'appoggio  del  maggior  numero possibile di vassalli,  finirono  per
concedere   loro   sempre  maggiore  potere;  non   solo   accordarono
l'ereditariet dei feudi maggiori (capitolare di Quierzy, 877) e della
stessa   carica   signorile,  ma  rinunciarono  anche   alle   tipiche
prerogative  del governo centrale, come l'imposizione  delle  tasse  e
l'amministrazione della giustizia, conosciute come diritto di "banno".
In  una  catena  senza  fine,  anche i vassalli,  per  assicurarsi  un
consistente  numero di fedeli, dovettero concedere ai  valvassori  una
parte  dei  diritti strappati al potere centrale. Le ultime  invasioni
subite dall'Europa fra il nono ed il decimo secolo accelerarono questo
processo  di  disgregazione: migliaia di  signori  grandi  e  piccoli,
rinchiusi  in  castelli  e fortezze approntati  contro  gli  invasori,
dominavano il territorio e vessavano gli abitanti posti sotto la  loro
giurisdizione.  Tale dominio si concretizzava innanzitutto  in  ambito
economico, nello sfruttamento del lavoro contadino nelle terre  che  i
signori avevano ricevuto in feudo, o possedevano in proprio, o avevano
conquistato.  Ma in quelle terre essi detenevano ora anche  il  potere
politico,  strappato progressivamente all'autorit  superiore.  Questo
dominio,  chiamato  "signoria  rurale", "signoria  bannale",  o  anche
dominatus   loci,   si   manifestava  nella  riscossione   di   multe,
nell'imposizione di gabelle, nel monopolio dei mulini e del sale, e si
rivelava   addirittura  pi  lucroso  di  quello   ottenuto   con   lo
sfruttamento del lavoro contadino.
     All'alba  del  nuovo  millennio la  struttura  politica  di  tipo
feudale  si era imposta e diffusa, con diverse peculiarit,  in  tutta
Europa.
     I  mutamenti  economici e sociali consentirono a molti  feudatari
di  aumentare  a  dismisura le proprie entrate:  l'acquisizione  delle
terre  incolte, conseguente allo sviluppo demografico, allarg i  loro
domini;   la  ripresa  del  commercio  e  l'ampliamento  delle   citt
incrementarono sensibilmente i redditi derivati dai dazi, dai monopoli
e dai pedaggi vari.
